Domani notte, alle 3.30 ora italiana, prenderà il via l’edizione speciale della Copa América, organizzata per celebrare il centenario della fondazione della CONMEBOL e della manifestazione che per la prima volta si sposterà dal Sud America agli Stati Uniti, con la presenza di sedici squadre anziché dodici. È il primo torneo della ricca estate di calcio che prende il via, e pur avendo dovuto registrare l’assenza di tanti giocatori importanti per infortuni o altri motivi (dalla preferenza data da Neymar e dal Brasile alle Olimpiadi fino alla mancata convocazione per scelta tecnica di Jorge Valdivia nel Cile campione in carica) il livello tecnico sarà comunque alto e le tante notti da passare svegli davanti alla TV non saranno certo buttate. Prima del via della manifestazione (gara inaugurale Stati Uniti-Colombia) ecco dieci giocatori, giovani o ancora poco conosciuti in Europa, da seguire con attenzione.

GABRIEL BARBOSA ALMEIDA “GABIGOL”

Brasile – attaccante – 30 agosto 1996

L’assenza di Neymar dai convocati del Brasile ha spalancato le porte della Seleção a chi ha preso il suo posto al Santos come principale promessa del club. Gabigol è il nome che potrebbe ridare qualità a una nazionale che di talento ne ha perso tantissimo, fra esclusioni e infortuni; magari non partirà titolare ma le aspettative su di lui in patria sono altissime. Più esterno offensivo che punta vera (ma ha fatto e sa fare anche il 9, quindi potrebbe entrare in ballottaggio con Jonas) con un senso del gol già sviluppato (ha chiuso lo scorso Brasileirão in doppia cifra a diciannove anni) e una richiesta economica da big del reparto (trenta milioni di euro). Alla sua prima ribalta internazionale dovrà dimostrare tutto il suo valore. Intanto ha debuttato con gol.

Gabigol, attaccante del Brasile.


MATÍAS KRANEVITTER

Atlético Madrid – centrocampista – 21 maggio 1993

Dal Brasile all’Argentina per segnalare uno dei pochi giovani chiamati da Gerardo Martino. Matías Kranevitter gioca già in Europa ed è stato finalista di Champions League con l’Atlético Madrid, ma da gennaio ha visto poche volte il campo con la maglia dei colchoneros e potrebbe sfruttare qualche minuto negli USA per convincere Simeone o un altro club. I problemi fisici di Lucas Biglia potrebbero dargli un po’ di spazio in mezzo al campo, dove si muove come un veterano, recupera palla e ha una visione di gioco superiore alla media. È un volante de contención di grande qualità e con una buona esperienza, avendo vissuto il grande ciclo vincente del River Plate.

Matías Kranevitter, centrocampista dell'Argentina.


JÜRGEN DAMM

Messico – centrocampista – 7 novembre 1992

Rispetto alle precedenti edizioni della Copa América quest’anno il Messico si presenta con una rosa che punta a vincere il torneo, anche perché stavolta non c’è la concomitanza con la Gold Cup. Forte di una crescita notevole della Liga MX, il campionato locale, El Tri ha diversi talenti in rosa: uno di questi è Jürgen Damm, esterno destro offensivo dei Tigres finalisti di Copa Libertadores e CONCACAF Champions League. È uno dei giocatori più veloci al mondo, praticamente imprendibile quando parte in progressione sulla fascia, arriva con facilità sul fondo per crossare e creare superiorità numerica. L’anno scorso lo voleva la Roma, chissà che non possa riprovarci adesso.

Jürgen Damm, centrocampista del Messico.


ÓSCAR DAVID ROMERO

Paraguay – centrocampista – 4 luglio 1992

Il Paraguay ha praticamente perso tutta la sua cerniera centrale in mezzo al campo, perché sia Richard Ortiz sia soprattutto Néstor Ortigoza hanno dovuto dare forfait per infortunio. Il peso nella zona nevralgica della squadra allenata da Ramón Díaz dovrà inevitabilmente ricadere su Óscar Romero, trequartista di grande classe del Racing che ha appena seguito gli ultimi scampoli di carriera di Diego Milito. Classico enganche sudamericano, non tanto alto ma con grande capacità di saltare l’uomo e un sinistro pericoloso anche dalla lunga distanza. Se l’albirroja vuol ripetere gli exploit delle ultime due edizioni di Copa América dovrà sfruttare al meglio il talento di Romerito.

Óscar Romero, centrocampista del Paraguay.


MILLER BOLAÑOS

Ecuador – attaccante – 1 giugno 1990

Nell’ultimo anno la sua crescita si è leggermente arrestata, complice anche una frattura alla mandibola riportata in una partita contro l’Internacional. A febbraio si è trasferito dall’Emelec, club che aveva guidato con valanghe di gol negli ultimi tre anni, al Grêmio, dove non si è ancora potuto mettere in luce come avrebbe voluto. L’anno scorso in Copa América è stato uno dei pochi a salvarsi della Tricolor, con due gol fra cui uno splendido da fuori area nella partita persa 2-3 contro la Bolivia; quest’anno la nazionale di Gustavo Quinteros sembra avere un po’ più di esperienza e dovrebbe poter fare ancora meglio, approfittando dell’ottima intesa con Enner Valencia.

Miller Bolaños, attaccante dell'Ecuador.


MARLOS MORENO

Colombia – attaccante – 20 settembre 1996

Il nuovo ciclo della Colombia riparte da questo attaccante rapidissimo che nell’ultimo anno è esploso, portando l’Atlético Nacional in semifinale di Copa Libertadores e risultando subito decisivo nel suo debutto con i Cafeteros, fornendo un assist in pieno recupero a Edwin Cardona per il gol del 2-3 in Bolivia due mesi fa, dopo essersi fatto metà campo palla al piede. Attaccante esterno con capacità di accentrarsi, molto difficile da arginare e con un bel tiro, probabilmente all’inizio non sarà titolare (anche se la Colombia non ha portato Radamel Falcao e Jackson Martínez) ma ha già fatto capire di poter essere molto utile anche giocando solo pochi scampoli di partita.

Marlos Moreno, attaccante della Colombia.


CHRISTIAN PULIŠIĆ

Stati Uniti – attaccante – 18 settembre 1998

Thomas Tuchel ha iniziato a impiegarlo nella seconda parte della stagione, quando la Bundesliga aveva già preso la via di Monaco, e libero da pressioni il ragazzo di origini croate è diventato in poche settimane una delle rivelazioni del Borussia Dortmund, tanto da convincere Jürgen Klinsmann a portarlo in Copa América pur avendo pochissima esperienza e nemmeno diciotto anni. Il ritorno negli States dopo l’inizio di carriera in Germania è stato indolore e in una recente amichevole contro la Bolivia, alla sua terza presenza con la nazionale maggiore, è diventato il più giovane americano a segnare con la maglia degli Yanks. Occhio: lui può sorprendere molto.

Christian Pulišić, attaccante degli Stati Uniti.


HIRVING LOZANO

Messico – attaccante – 30 luglio 1995

Ancora una segnalazione dal Messico, perché oltre a Jürgen Damm i centroamericani possono permettersi un’altra ala sulla fascia opposta con caratteristiche simili, ed è curioso che il debutto di Hirving Lozano da professionista (con gol) sia arrivato sostituendo proprio Damm, l’8 febbraio 2014 in Club América-Pachuca all’Estadio Azteca. Ambidestro che gioca a sinistra, sta crescendo molto dal punto di vista realizzativo e arriva in Copa América forte della vittoria nella Liga MX Clausura con i Tuzos, successo arrivato anche grazie a due gol nelle semifinali di Liguilla contro il León. Finalizza al meglio le azioni, è un talento di cui si sentirà parlare per molto tempo.

Hirving Lozano, attaccante del Messico.


ADALBERTO PEÑARANDA

Venezuela – 31 maggio 1997 – attaccante

È di proprietà della famiglia Pozzo, tanto da essere transitato solo formalmente dall’Udinese. Ora gioca nel Granada ma è di proprietà del Watford, e chissà che l’anno prossimo non possa diventare parte della squadra di Walter Mazzarri. Attaccante con buone prospettive perché al suo primo anno da professionista in Liga è stato molto utile per ottenere la salvezza con una giornata d’anticipo, anche grazie a cinque gol in ventitré presenze. Alto e forte fisicamente, deve migliorare ancora il suo gioco fuori dagli ultimi metri ma quest’esperienza con la Vinotinto, dove dovrebbe partire come primo cambio in avanti, sicuramente gli potrà tornare molto utile.

Adalberto Penaranda, attaccante del Venezuela.


CARLOS SÁNCHEZ

Uruguay – centrocampista – 2 dicembre 1984

Ha trentuno anni e mezzo, quindi non è certo un giocatore in fase di crescita o uno su cui puntare per il futuro, però in una rosa come quella dell’Uruguay, che fa della grinta e della determinazione una delle armi migliori, eccelle per capacità di leadership e sostegno della manovra. Dopo aver vinto tutto con il River Plate (decisivo per il trionfo in Copa Libertadores) ha lasciato l’Argentina per il Messico, ma non ha potuto giocare la finale col Pachuca per rispondere alla chiamata di Óscar Washington Tabárez, e forse non è un caso che il suo Monterrey abbia perso. Nel modulo del Maestro giocherà sulla destra in mezzo al campo, sa inserirsi e segna con regolarità.

Carlos Sánchez, centrocampista dell'Uruguay.