Si sta giocando a ritmi serrati il primo Grande Slam dell’anno, sui campi veloci del Melbourne Court. Stiamo parlando degli Australian Open, il torneo più avveniristico tra i major dell’era moderna. Uomini e donne si danno battaglia per trovare il successore di Stanislas Wawrinka e di Li Na. I vincitori si conosceranno il prossimo 1° febbraio. Il torneo ha più di un secolo di vita, con alcuni periodi particolarmente tormentati a causa della data di svolgimento e della lontananza dell’Australia. Tanti gli aneddoti e le curiosità: ne abbiamo scelti 10, quelli che in qualche modo hanno segnato la storia.

1. LE DATE, TRA BRISBANE E MELBOURNE

Quella che si sta disputando nel 2015 è la 47ª edizione degli Australian Open, ma in realtà prima si chiamava Australasian Championships (primo torneo nel 1905) e Australian Championships (dal 1927). Solo dal 1969 ha preso l’attuale nome di Australian Open. E la prima edizione è stata disputata a Brisbane. Dal 1987 è tornato a essere il primo torneo della stagione del Grande Slam, anche se più di un top player ha proposto di posticiparlo. Prima di diventare, nel calendario, fisso a gennaio, l’Open australiano è stato spesso giocato a dicembre, come ultimo torneo dell’anno. E per questo motivo spesso veniva snobbato dai giocatori migliori. Dal 1905 è stato organizzato in cinque città australiane e due della Nuova Zelanda: Melbourne (54 volte), Sydney (17), Adelaide (14), Brisbane (7), Perth (3), Christchurch (1906) e Hastings (1912).

2. DALL’ERBA AL VELOCE

Nel 1972 si è deciso di disputare il torneo al Kooyong Lawn Tennis Club di Melbourne perché la località aveva attratto il maggior numero di proventi rispetto alle altre. Il Kooyong diventerà mitico fino al 1988, quando si deciderà di passare alla superficie veloce (Rebound Ace). Dal 2008 si gioca su Plexicushion, ancora più veloce della Rebound Ace.

3. MELBOURNE PARK, SI GIOCA AL COPERTO

Oggi il torneo si disputa al Melbourne Park, ex Flinders Park, che dispone di tre stadi da 10 mila posti: Rod Laver Arena, Margaret Court Arena e Hisense Arena. Hanno tutti il tetto scorrevole per permettere di giocare al coperto ed evitare le temperature calde di questo periodo e le prime gocce di pioggia. I servizi sono all’avanguardia, altro motivo per cui oggi i campioni amano venire a disputare il torneo australiano. La prima finale di un torneo dello Slam a giocarsi indoor è stata, nel 1988, quella tra Steffi Graf e Chris Evert.

4. I VIAGGI IN NAVE DEI PIONIERI

Nel 1920 il viaggio in nave dall’Europa all’Australia durava 45 giorni. Normale che i principali protagonisti della contesa fossero tennisti locali. I primi a usare l’aereo furono i giocatori della Nazionale di Coppa Davis degli Stati Uniti, nel novembre del 1946.  Quando il torneo si è disputato a Perth, nessun giocatore si era potuto spostare da Victoria e Nuovo Galles del Sud con il treno perché la distanza tra le coste est e ovest è di 3 mila chilometri circa. Quando si giocò a Christchurch, nel 1906, tra i dieci partecipanti, solo due erano australiani. Il vincitore fu un neozelandese.

5. NIENTE TORNEO, TORNEO DOPPIO

Gli Australian Open hanno avuto il privilegio di giocarsi addirittura due volte in dodici mesi. È successo nel 1977, quando si è scesi sull’erba sia a gennaio, sia a dicembre. Nel periodo di maggiore decadenza del torneo, invece, non si è proprio giocato. Stiamo parlando del 1986. Da qui la decisione, due anni dopo, di trasferirsi e di costruire impianti all’avanguardia. Oltre al cambio di data.

6. AUSTRALIANI PROFETI IN PATRIO. O NO?

Se è vero che gli australiani hanno fatto la parte del leone per buona parte del secolo scorso, è altrettanto vero che la carestia di vittorie sta diventando troppo lunga. Tra gli uomini, bisogna andare indietro al 1976 per trovare l’ultimo successo di un ‘canguro’, Mark Edmonson, che superò in finale il connazionale (e ben più noto) John Newcombe. L’ultima apparizione in finale, da parte di Lleyton Hewitt, è del 2005: sconfitta contro il russo Marat Safin. Nel singolare femminile, invece, è del 1978 l’ultima affermazione. Vittoria per Chris O’Neil. E dobbiamo andare al 1980 per applaudire l’ultima australiana in finale, Wendy Turnbull. E’ anche vero che è un’australiana a detenere il maggior numero di vittorie in singolare: Margareth Smith (a cui è stato intitolato un campo): 11, tra il 1960 e il 1973. E pure nel singolare maschile è un ‘aussie’ a essersi aggiudicato più volte il torneo: Roy Emerson (6, 1961 e 1963 – 67).

7. IL VECCHIO E IL GIOVANE

Il più giovane trionfatore in Australia è Ken Rosewall: alzò il trofeo nel 1953 a 18 anni e due mesi. Curiosamente, è anche il più anziano ad aver vinto, nel 1972, quando aveva 37 anni e due mesi. Tra le donne, invece, la svizzera Martina Hingis ha vinto a 16 anni e tre mesi nel 1997, l’australiana Thelma Long la più vecchia (a 35 anni e otto mesi nel 1954).

8. L’ITALIA AGLI AUSTRALIAN OPEN

L’Italia non ha mai vinto il singolare maschile agli Australian Open. Ci dobbiamo accontentare dei quarti di finale, raggiunti da Cristiano Caratti nel 1991 (ko con Patrick McEnroe), degli ottavi di Omar Camporese (1992, battuto da Ivan Lendl), Renzo Furlan (1996, Enqvist), Andreas Seppi (2013, Chardy) e Fabio Fognini (l’anno scorso, Djokovic). Negli anni d’oro del tennis azzurro c’era stata davvero poco gloria e Melbourne per Panatta & Co.

9. LE CHICHIS ITALIANE

Va molto meglio per quanto riguarda il settore femminile italiano. Se in singolare, dobbiamo sempre accontentarci dei quarti di finale (2014, Flavia Pennetta battuta da Li Na; 2011, Schiavone sconfitta da Wozniacki; 2002, Adriana Serra Zanetti ko con Hingis), in doppio siamo una potenza mondiale grazie alle cichis, ossia Sara ErraniRoberta Vinci. Sono reduci da una doppietta, 2013 e 2014. Nel 2011, Flavia Pennetta aveva vinto il doppio in coppia con l’argentina Gisele Dulko.

10. MONTEPREMI RECORD

Chiudiamo con il montepremi record che quest’anno l’organizzazione della manifestazione ha deciso di mettere a disposizione: quello totale è di 40 milioni di dollari australiani, sette in più della scorsa edizione. I vincitori del singolare maschile e femminile porteranno a casa un assegno da 3,1 milioni di dollari australiani.

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